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Set Point e Settling Point al lato pratico.

In questo articolo cercherò di spiegare, in maniera semplice, cosa prevedono i modelli di Set Point, Settling Point e quali sono le conclusioni pratiche da applicare alla vita di tutti i giorni.

Si tende a pensare che i cambiamenti di peso (e specialmente di grasso corporeo) dipendano esclusivamente dalle abitudini del soggetto (alimentazione, allenamento e stile di vita in generale). Se ovviamente questi siano fattori importantissimi, non sono gli unici ad influenzare la regolazione del peso corporeo. Genetica individuale e passato metabolico (ovvero come è variato il peso e l’alimentazione di un soggetto negli anni) sono fattori determinanti. 

Nella comunità scientifica sono stati proposti svariati modelli volti a spiegare questi meccanismi. I due principali modelli, ufficialmente riconosciuti, prendono il nome di Set Point e Settling Point.

Il Set Point rappresenta la quantità di grasso corporeo che il nostro corpo considera “giusta”. Tale quantità è fissata nel cervello. È IMMUTABILE, influenzata dall’alimentazione di nostra madre durante la gravidanza, dal livello di grasso dei primi anni di vita (fino alla pubertà) e da fattori genetici.

Il Settling Point rappresenta invece il valore di massa grassa dato dal mix tra Set Point e stile di vita attuale (alimentazione, allenamento, attività quotidiane etc). A differenza del Set Point, non è un valore fisso, essendo una delle sue componenti, (lo stile di vita) variabile.

Figura 1 – Esempio concettuale relativo al Set Point e Settling Point. Il terreno rappresenta il nostro Set Point. L’acqua in entrata e in uscita rappresenta il nostro bilancio energetico. Il livello di acqua rappresenta il vostro settling point attuale (nonchè grasso corporeo). Durante la fase A, acqua in ingresso ed in uscita si equivalgono ed avremo quindi una situazione di stabilità del Settling Point. Quando la caduta di acqua aumenta (fase B), il livello di acqua cresce ed il corpo ricercherà un nuovo livello di equilibrio (Settling Point) cercando di compensare entrate ed uscite. Viceversa (fase C), quando la caduta di acqua cala drasticamente, le uscite calano ed il Settling Point si abbassa. Vedete però come concettualmente sia impossibile scendere sotto il livello d’acqua predeterminato dal Set Point.

 

Sul Settiling Point ci possiamo lavorare. Scendendo sotto il Set Point aumentano una serie di adattamenti negativi (aumento di fame, calo di energie, calo di vitalità e del neat). Viceversa salendo sopra il Set Point, assistiamo ad una serie di incrementi positivi (c’è un calo della fame, aumento di energie e attività neat).

Non esiste un metodo per calcolare il Set Point, ma possiamo dedurlo valutando fattori quali fame, energie e vitalità in relazione a dieta e BF.

Fare massa “pulita” sotto il Set Point è molto difficile. In tale condizione, ogni piccolo surplus verrà indirizzato principalmente verso gli adipociti vuoti ed affamati (seppur con allenamenti e diete negli anni si può cercare di limitare il problema). Continuare a dimagrire e perdere grasso sotto il Set Point diventa invece, sempre più difficile. il dispendio calorico totale cala, perché calano il NEAT (principalmente) ed il basale (poco). Si deduce quindi che il TDEE dipenda anche dal Set Point e non solo peso/altezza/attività.

Sotto il Set Point, potremmo avere fame anche in IPERcalorica. Sopra il Set Point potremmo non averne neanche in IPOcalorica. A parità di deficit calorico, sotto il Set Point, si catabolizza più muscolo. Sopra, si catabolizza meno. 

Figura 2 – In figura è mostrato come il tessuto grasso produca dei segnali al cervello relativi al livello di grasso presente. Il cervello comparando il grasso presente con il Set Point registrato, innesca tutta una serie di meccanismi compensatori.

 

Non esiste metodo per ingannare e cambiare il Set Point. Nemmeno la chirurgia! Chi decide di stare sempre sotto il proprio Set Point, deve accettare l’idea di convivere con un perenne senso di fame, associato ad un calo di energie. Questo è uno dei motivi per cui, ex obesi o soggetti in forte sovrappeso da piccoli, faticano dannatamente a raggiungere e mantenere basse percentuali di grasso senza perdere troppa massa magra. Si fa! Ma richiede molta più pazienza, impegno, tempo e sacrificio.

Il doping può facilitare il raggiungimento/mantenimento di basse bf, ma NON CAMBIA il Set Point. I problemi di fame, energia restano!

Ad oggi non sembra che il Set Point sia modificabile. Nemmeno riducendo numericamente gli adipociti mediante operazioni chirurgiche. Alcune regolazioni interne, sembrerebbero essere in grado di riportare la situazione al punto di partenza.

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