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Reverse Diet al lato pratico. Miracoli o menzogne?

La Reverse Diet nasce come strategia per poter ritornare ai livelli di mantenimento (normocalorica) al termine di un percorso di dimagrimento (o “cut”).

Oggi però viene venduto come metodo miracoloso per metabolismi da supereroi.
Nulla di più sbagliato. La cosa buffa è che la reverse diet è stata criticata anche per la sua funzione reale. Perché qualcuno faceva notare come non esistano vantaggi metabolici di nessun tipo tra una risalita graduale ed una “improvvisa”. Anzi, in alcuni casi risulterebbe addirittura più utile ripristinare immediatamente la normocalorica per il proseguimento del proprio percorso.

Reverse diet. Esempio di una tipica situazione di applicabilità.

Poniamo un esempio concreto. Un soggetto, partendo da un TDEE di circa 2500 kcal, si pone come obiettivo la perdita di grasso.  Come sappiamo, affinchè ciò avvenga, avrà bisogno di tagliare sempre più il proprio introito calorico giornaliero (a causa degli inevitabili adattamenti fisiologico del nostro corpo in risposta “alla carestia” di cibo). Poniamo quindi che, alla fine del proprio percorso, la sua dieta apporti all’incirca 1500 kcal.

Cosa si fa ora?
Reverse diet. Risalita a circa 2800 kcal (in realtà probabilmente un poco di meno) al fine di ripristinare la propria condizione metabolica.

Come lo si fa?
Nella maggior parte dei casi, i carboidrati sono il macro-nutriente sacrificato durante il deficit. Per questo motivo solitamente si parte rialzando quelli. L’operazione di incremento viene effettuata “gradualmente”, sia per una questione di adattamenti metabolici/gastrointestinali, sia per una questione psicologica, sia per una questione di fattibilità.

Dal punto di vista psicologico passare da 1500 kcal a 2800kcal infonde nel soggetto la paura di ingrassare nuovamente. Paura peraltro plausibile a causa del possibile rebound di glicogeno e liquidi associati (molti soggetti non la prendono bene). Dal punto di vista metabolico intestinale invece, evitare  di ripartire a 2800 kcal da un giorno all’altro evita al tuo fisico una quella fastidiosa sensazione di pienezza e gonfiore addominale.

Ma la domanda che tutti si pongono è: La Reverse Diet potenzia il metabolismo?
La risposta è inequivocabile. OVVIAMENTE NO . Torni semplicemente al tuo TDEE iniziale (cioè 2800 kcal) o, più plausibilmente, a livelli calorici leggermente inferiori (se hai perso peso, anche se per lo più grasso, il tuo TDEE diminuirà).

Figura 1 – La Reverse diet non ti permette di fare questo. 

Man non hai potenziato nulla. Certo che 2300 kcal sono molte di più di 1500 kcal. Ma semplicemente con 1500 kcal eri in uno stato di denutrizione. Stavi dimagrendo, magari “hai stallato” (a causa di adattamenti di vario tipo). Con 2300 Kcal il soggetto torna al punto di partenza, ovviamente con meno grasso, se ha fatto le cose bene.

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