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Quell’ambiguo concetto di “normale”.

 

Essere normale, al motto del “senza fatica”, è diventato la chiave della sopravvivenza. Oggi purtroppo è cosi!

Ormai è considerata “normale” la donna di 50-60 anni, che non è in grado di aprirsi un barattolo da sola.
Così come è normale l’uomo di mezza età grasso, stanco e ciabattato sul divano. Che fatica a fare le scale e a uscire dall’auto e con 2/3 patologie al seguito. È normale che tutti gli anziani di 80 anni, debbano camminare col bastone a avere dolori ovunque.

Già, è normale. Ma io mi chiedo, cosa significa normale? Esiste una sottile linea universale, in grado di scindere ciò che è normale da ciò che non lo è?! La risposta è NO e personalmente non reputo nè normale, nè giusta la situazione appena descritta.

La nostra società è diventata talmente malata, debole e dolorante, da accettare queste abnormità come se fossero normali.

Mancano muscoli e forza in primis. Il grasso viscerale (pericoloso per la vita) accompagna quasi tutti. Così come la SEDENTARIETÀ, nemico numero uno della salute. Nemico in grado di rovinare anche i classici 3 allenamenti settimanali.

Commettiamo errori madornali nello stile di vita. Assumiamo spazzatura alimentare ogni giorno pensando sia sana. Si auto-alimenta così il solito circolo vizioso che, al lato pratico sembra sta bene a tutti:

  • Vivere ignorando le conseguenze del proprio stile di vita e del proprio stato di salute;
  • Recarsi dal medico quando “si presenta” una malattia;
  • Se il medico riesce a guarirci, continuare esattamente come prima. Sperando che quella malattia non ritorni, con il supporto di qualche pastiglietta in più.

Figura 1 – La chiara rappresentazione di ciò che è la realtà societaria attuale.

E se ti dicessi che forse quella malattia è solo una conseguenza del proprio stile di vita?
Se ti dicessi che tutto questo non fa altro che incentivare il mercato dei ciarlatani (venditori di pillole, sostitutivi dei pasti ecc.) che cercano di lucrare sull’ignoranza delle persone?

Ragazzi miei, non esistono programmi, farmaci o integratori, in grado di offrire garanzie per prolungare la qualità della vita. L’unica via di uscita si chiama attività fisica costante.
Il vero problema risiede nella voglia di farlo.

Perchè “se fossimo in grado di fornire a ciascuno la giusta dose di nutrimento ed esercizio fisico, né in difetto, né in eccesso, avremmo trovato la strada della salute”. (Ippocrate)

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