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Effetto delle uova sul colesterolo

 

“Quale effetto hanno le uova, sul colesterolo?”
É questa una delle domande ricorrenti tra la general population.

La risposta giusta: “Un effetto dipendente dal resto della tua dieta, dallo stile di vita e composizione corporea del soggetto. Discorso fondamentalmente valido per tutti gli alimenti”.

Non è un nutriente o un alimento a influenzare i livelli di colesterolo e lipoparticelle associate. Serve avere una visione totalmente differente, che prenda in esame fattori più ampi.

  • La dieta nel complesso, che può essere adeguata oppure no.
  • La predisposizione individuale.
  • Lo stile di vita, che comprende la dieta ma anche l’attività fisica, il fumo, la presenza di patologie o altri fattori di rischio.
  • E via dicendo..

Ma ancora, le uova sono “prese di mira” in quanto alimenti ricchi di colesterolo. Una considerazione preliminare da evidenziare è che, i livelli di colesterolo, sono adeguatamente regolati da un organismo sano. Cosa significa? Significa che il corpo si adatta a quantità maggiori o minori di assunzione esogena (ossia esterna all’organismo, proveniente dalla dieta) di colesterolo. A livelli elevati o bassi di colesterolo nel corpo aumenta o diminuisce l’assorbimento intestinale, aumenta o diminuisce l’escrezione, aumenta o diminuisce la sintesi endogena a livello epatico.

Colesterolo Cattivo e Colesterolo Buono.

Per spiegare la grafica in Figura 1, è bene definire alcuni parametri chiave.

  • LDL-C = colesterolo cattivo. Definizione aberrante ma comprensibile. Quando andate dal medico o fate delle analisi del sangue, l’idea è quella di mantenere LDL basso e HDL alto.
  • HDL-C = colesterolo buono.
  • LDL/HDL = rapporto tra colesterolo cattivo e colesterolo. Utilizzato per stimare il rischio cardiovascolare in base al profilo lipidico. Tanto maggiore è LDL e minore HDL e peggio è.
  • Le LDL non sono tutte uguali. Esso si divide in varie sottoclassi ed esistono LDL potenzialmente più dannose di altre.

L’immagine descrive l’effetto del consumo di uova apporta sul profilo lipidico. Ovviamente ciò è influenzato dall’entità di tale consumo e dal resto della dieta.

Figura 1- L’immagine descrive l’effetto del consumo di uova apporta sul profilo lipidico.

Considerazioni statistiche sul consumo di uova.

  1. Il consumo di uova aumenta LDL (colesterolo cattivo) in un piccolo sotto-gruppo di persone (percentuale bassa) identificati come “iper-responder“. Il motivo di tale etichettamento è dovuto al fatto che, in tali soggetti, il colesterolo ematico “risponde” all’assunzione di colesterolo esogeno in maniera rilevante / maggiore (si fa influenzare). Queste persone devono prestare maggiore attenzione.
  2. Il consumo di uova NON aumenta LDL (a volte lo diminuisce addirittura) negli individui ipo-responder/non responder (la maggior parte delle persone).
  3. Il consumo di uova, NON aumenta le LDL ossidate (quelle più dannose in assoluto).
  4. Il consumo di uova aumenta in concomitanza HDL e LDL, lasciando quindi invariato il rapporto LDL/HDL.

Le UOVA non sono quindi dannose per il colesterolo o il profilo lipidico.

Uova e dieta ipocalorica.

Il consumo di uova/colesterolo associato a periodi di perdita del peso (quindi in diete ipocaloriche), migliora il profilo lipidico a prescindere. Questo vale anche per gli “iper-responder” (quella piccola parte della popolazione che dovrebbe star più attenta al consumo di uova e all’assunzione di colesterolo esogeno in generale).

Dunque:
Se uno sportivo mangia qualche uova in più non succede nulla. Soprattutto in virtù del fatto che, essendo sportivo, si tratta con buona probabilità di un soggetto magro, che non fuma, non beve alcolici, segue una dieta equilibrata e svolge regolarmente attività fisica.
– Se le uova le mangia l’obeso seduto sul divano, cotte a mo’ di frittata, con a parmigiano e prosciutto cotto, dopo uno spaghetto bello condito, tra una sigaretta e l’altra, allora probabilmente gli faranno male.

Infine, un cardiopatico dovrà maggiore attenzione rispetto ad uno sportivo sano. Di nuovo ritorniamo al concetto fondamentale di distinzione tra popolazione malata e sana. Un pò come il discorso trattato all’articolo “Qualità delle proteine e dieta iperproteica”.

Inquadrare il soggetto che abbiamo di fronte è essenziale. Abbandoniamo i luoghi comuni.

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